La voce dei colleghi

8.10.2026 - Cari soci, pubblichiamo un riassunto delle migliaia di commenti consultabili sulla piattaforma openPetition relativamente all’introduzione della 14ª mensilità nel pubblico impiego...
Dall’insieme delle testimonianze emerge un quadro molto chiaro e sostanzialmente condiviso: tra le lavoratrici e i lavoratori del pubblico impiego è diffusa la percezione di una progressiva perdita del potere d’acquisto e di una crescente distanza tra le retribuzioni e il costo reale della vita in Alto Adige.

L’aumento dei prezzi, degli affitti e dei costi abitativi, delle spese alimentari, dell’energia, dei trasporti e, più in generale, delle necessità quotidiane rende sempre più difficile mantenere un adeguato tenore di vita. In molti commenti viene evidenziata la difficoltà ad arrivare a fine mese, sostenere una famiglia, finanziare gli studi dei figli, affrontare spese impreviste, acquistare o affittare un’abitazione e riuscire ancora a mettere da parte qualche risparmio.

La richiesta della 14ª mensilità non viene però presentata soltanto come una questione economica. Dalle testimonianze emerge con altrettanta forza una richiesta di maggiore riconoscimento e valorizzazione del lavoro svolto quotidianamente nel settore pubblico.

Molte persone sottolineano l’aumento delle responsabilità, dei carichi di lavoro, della complessità delle mansioni e della burocrazia, spesso accompagnato da una carenza di personale. La sensazione espressa è quella di essere chiamati a garantire servizi essenziali alla collettività senza che l’impegno, la professionalità, l’esperienza e le responsabilità trovino un adeguato riconoscimento nella retribuzione.

Un tema ricorrente è inoltre il confronto con il settore privato. Numerosi commenti evidenziano come in diversi ambiti la 14ª mensilità e altri benefici siano già previsti, mentre il pubblico impiego viene percepito come sempre meno competitivo dal punto di vista economico. L’introduzione della 14ª viene pertanto considerata anche una questione di equità e parità di trattamento, oltre che uno strumento concreto per recuperare almeno in parte il potere d’acquisto perso negli ultimi anni.

Particolarmente sentito è anche il tema dell’attrattività del pubblico impiego. Molte testimonianze esprimono preoccupazione per la crescente difficoltà nel reperire e trattenere personale qualificato. Le attuali condizioni economiche rischiano di rendere il settore pubblico sempre meno interessante, soprattutto per le nuove generazioni.

Diversi commenti sottolineano il rischio che giovani e professionisti qualificati scelgano il settore privato oppure decidano di lavorare in territori dove le retribuzioni sono più elevate e il rapporto tra stipendio e costo della vita è più favorevole. Questo fenomeno potrebbe aggravare ulteriormente la carenza di personale, aumentando il carico di lavoro di chi rimane e producendo, nel lungo periodo, conseguenze sulla qualità e sulla continuità dei servizi offerti alla cittadinanza.

Un altro aspetto che emerge chiaramente riguarda l’equità interna. In diversi interventi vengono espresse perplessità rispetto ad alcuni sistemi di premi e indennità, percepiti talvolta come poco trasparenti o non uniformemente distribuiti. Vengono inoltre evidenziate differenze tra il trattamento economico del personale e quello delle posizioni con maggiori responsabilità.

In questo contesto, una 14ª mensilità strutturale viene vista da molti come una misura più semplice, trasparente ed equa, capace di riconoscere concretamente il contributo delle lavoratrici e dei lavoratori.

Particolarmente significative sono le testimonianze provenienti dai settori sanitario, sociale, scolastico e amministrativo, dove alla questione economica si accompagna spesso la percezione di un insufficiente riconoscimento della professionalità e delle responsabilità richieste.

Dai commenti emerge con forza la consapevolezza che il funzionamento della pubblica amministrazione e dei servizi pubblici dipende quotidianamente dal lavoro di migliaia di persone. La crescente difficoltà nel trovare personale non viene quindi percepita soltanto come un problema delle lavoratrici e dei lavoratori, ma come una questione che riguarda l’intero sistema dei servizi pubblici e, di conseguenza, tutta la collettività.

Nel complesso, dalle testimonianze emerge quindi un messaggio che va ben oltre la sola richiesta di una mensilità aggiuntiva.

La 14ª viene percepita come un segnale concreto di riconoscimento, come uno strumento per contrastare la perdita di potere d’acquisto e come una misura capace di contribuire a rendere nuovamente attrattivo il pubblico impiego.

Allo stesso tempo, emerge chiaramente la richiesta di interventi strutturali e duraturi, e non soltanto di misure occasionali o una tantum. Il tema centrale è quello di riportare le retribuzioni e le condizioni di lavoro a un livello maggiormente coerente con il costo della vita, con le responsabilità assunte e con il valore dei servizi garantiti quotidianamente alla collettività.

Il messaggio complessivo che emerge dalle migliaia di testimonianze può quindi essere sintetizzato in tre concetti fondamentali: potere d’acquisto, riconoscimento ed equità.

A questi si aggiunge una forte preoccupazione rivolta al futuro: senza condizioni economiche maggiormente competitive e senza una concreta valorizzazione del personale, sarà sempre più difficile attrarre nuove risorse, trattenere quelle esistenti e garantire nel lungo periodo servizi pubblici efficienti, stabili e di qualità.

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